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Arriva giovedì mattina il primo risultato positivo del ricorso presentato dal Comune di Regalbuto ed altri 11 Comuni siciliani contro l’estensione ai propri comuni dell’Imu Agricola. Soddisfazione del Sindaco di Regalbuto Francesco Bivona che invita però a limitare l’esultazione “La battaglia non è ancora vinta del tutto. Il Tar del Lazio con la sentenza di oggi comincia a darci ragione su un ricorso che abbiamo fortemente voluto discutere alla fine di Giugno senza alcun rinvio.”
Dopo l’incessante pressing del Comune, proprio giovedì mattina con sentenza 10606 del 4 Agosto il T.A.R., decidendo in maniera non definitiva sul ricorso proposto dal Comune di Regalbuto unitamente ad altri 11 Comuni siciliani, ha innanzitutto riconosciuto l’interesse qualificato e differenziato rendendo ammissibile il ricorso stesso che richiede l’inclusione di Regalbuto e degli altri 11 tra i comuni esenti e che eviterebbe di sostituire nel bilancio comunale un’entrata certa con un’entrata presunta e più difficile da realizzare proveniente proprio dal gettito IMU, oltre che più onerosa per i proprietari dei terreni agricoli vessati da questa ulteriore tassa.

Il COmune di Regalbuto proprio per l’effetto della norma sull’IMU Agricola ha subito un taglio di 662 mila euro che ha svuotato il Bilancio Comunale, spostando Regalbuto come 60esimo comune in Italia come maggior prelievo ritrovandosi oggi con il taglio totale dei trasferimenti nazionali sul Fondo di Solidarietà Comunale.
“Il Tar – continua il Sindaco Bivona – ha rigettato l’eccezione dell’avvocatura dello Stato contro il nostro ricorso in merito alla classificazione del singolo comune nell’elenco predisposto dall’ISTAT ritenendo insufficienti i chiarimenti del Governo dando trenta giorni allo stesso per fornire una dettagliata relazione al fine di chiarire quali sono stati in concreto i criteri in base ai quali la classificazione è stata effettuata con particolare riferimento alla classificazione del Comune di Regalbuto e degli altri 11. Non sarà facile ma è una battaglia che dobbiamo, in tutti i modi, provare a vincere – conclude Francesco Bivona – per tutelare la nostra agricoltura già in ginocchio. Sarebbe opportuno un incentivo agli agricoltori che non abbandonano la terra e la presidiano piuttosto che nuovi balzelli a carico di comuni e cittadini.”
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