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Si è concluso martedì mattina al “Citelli “ di Regalbuto la prima parte del progetto regionale per “L’individuazione della rete sanitaria regionale per gli interventi di prevenzione e cura nelle violenze di genere”, intitolato “TI AMO DA NON MORIRE” che ha visto coinvolti gli alunni delle scuole superiori della provincia di Enna al fine di prevenire atteggiamenti e comportamenti di violenza di genere nonché di indifferenza/tolleranza nei confronti del fenomeno. Il progetto si è avvalso della collaborazione dell’associazione “SCrescimanno” con personale dedicato alla formazione nelle persone dell’Avvocata Mazza e della Psicologa Viviana Arangio. Nello specifico l’obiettivo principale del  progetto è stato quello di attivare una sensibilizzazione al tema con una corretta informazione per prevenire atteggiamenti e comportamenti di violenza di genere, affrontato dai ragazzi del “Citelli”, di seconda e un gruppo di quarta e dalle insegnati Nunziella La Bruna e Scuderi, attraverso la realizzazione di un cortometraggio che li ha visti protagonisti, intitolato appunto “Ti amo da non morire”.

“Ho accolto con piacere l’invito, dichiara il Vice Sindaco eAssessore alle Pari Opportunità Concetta Giaggeri. Sono qui a testimoniare il nostro impegno, come amministrazione, nella lotta contro la violenza di genere. Opporsi al femminicidio è il primo dovere di ogni persona e di ogni istituzione democratica, i dati, purtroppo, sono allarmanti, la violenza sulle donne è una violazione dei diritti umani così come riconosciuto dalla Convenzione di Istanbul, è un male per l’intera società, bisogna cambiare il modo di pensare, ci vuole un cambiamento culturale, le leggi da sole non bastano, è necessario scuotere le coscienze delle persone adulte ma anche credo molto nella formazione dell’individuo già nell’età scolare, sono convinta che la cultura delle pari opportunità debba passare proprio attraverso la famiglia e la Scuola. L’auspicio è che una forte azione culturale e di sensibilizzazione, unita alle azioni finalizzate a garantire là dove necessario l’intervento di accoglienza e protezione fisica, possa permettere a tutte le donne di vivere serenamente ed in sicurezza la propria esistenza senza dover temere di subire quella violenza che ancora oggi è presente nella nostra società”. 

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